Sintesi Nota Economica 43^ edizione di Milano Unica
Dati elaborati dall’Ufficio Studi Economici e Statistici di Confindustria Moda
L’ufficio Studi Economici e Statistici di Confindustria Moda ha rivisto al ribasso le stime per il 2025 della tessitura Made in Italy (comprensiva della tessitura laniera, cotoniera, liniera, serica e a maglia), presentate a febbraio 2026. Il fatturato complessivo (-3,1% rispetto al -1,5%), si e’ attestato a 6,8 miliardi di euro, mentre le esportazioni risultano in calo del 2,3% per un valore di 3,7 miliardi di euro. Nei primi 3 mesi del 2026, sulla base dei dati disponibili, anche se non tutti direttamente confrontabili, il quadro evidenzia il perdurare dell’andamento incerto del comparto. L’indice istat della produzione industriale della tessitura, nel primo trimestre 2026, rileva un calo del -1,3%, mentre le esportazioni complessive di tessuti diminuiscono del -3,4%, attestandosi a 729 milioni di euro. Un dato che, pero’, nasconde andamenti differenziati tra le diverse tipologie di prodotti. I tessuti di seta, ad esempio, aumentano, nel periodo considerato, del +7.5%, i tessuti di cotone del+2,2% e quelli di lana, i piu’ importanti per valore e quantita’, del +1,2%. senza pero’ riuscire a invertire la tendenza del comparto a causa soprattutto dell’andamento fortemente negativo dei tessuti a maglia (-13,2%). Una situazione con andamenti differenziati si evidenzia, anche, se si prende in considerazione la destinazione del nostro export di tessuti. Crescono, infatti, significativamente, ad esempio, Paesi strategicamente importanti come: Francia (+8,5%), Cina (+7,8), Polonia (+19,6%) e altri, senza pero’ riuscire a determinare una dinamica complessivamente positiva a causa dell’andamento negativo di Paesi, altrettanto decisivi per la nostra industria, come: USA (-10,7%), Tunisia (-9,1%), Spagna (-5,1%) e Germania (-0,8%). Permane, infine, positivo, per 309 milioni di euro, l’attivo della bilancia commerciale di comparto, anche se in calo di 48 milioni di euro, nel confronto con i primi 3 mesi del 2025. Un risultato determinato dalla battuta d’arresto dell’export e dal contemporaneo aumento del valore delle importazioni (+3,6%) che ammontano a 420 milioni di euro. Un risultato che vede la Germania (+47,2%) collocarsi inaspettatamente al terzo posto, tra i Paesi da cui importiamo tessuti, alle spalle di Turchia (-15,6%) e Cina (-2,3%).