I RISULTATI DEL PROGETTO MU TENDENZE SOSTENIBILITÀ P/E 2027
Tessuti e accessori per il futuro del pianeta
Creatività, qualità e sostenibilità sono i valori consolidati e distintivi di Milano Unica, che ormai da 16 edizioni dedica spazio agli espositori che più sono impegnati nel perseguirli.
Nei cartellini che accompagnano la presentazione dei campioni esposti sono indicati graficamente i valori fondamentali che ispirano la sostenibilità: la garanzia per la salute di lavoratori, consumatori e cittadini che richiede l’eliminazione delle sostanze chimiche pericolose; l’attenzione alla riduzione dell’uso di risorse naturali e ai princìpi dell’economia circolare; la promozione della giustizia sociale, la lotta ai cambiamenti climatici e la difesa della biodiversità.
Oltre a questi 5 valori fondamentali, sui cartellini si trovano le informazioni su 3 caratteristiche importanti dell’organizzazione dell’impresa: l’esistenza di un sistema di gestione aziendale sostenibile; l’esistenza di una dichiarazione dell’impronta ambientale del prodotto (PEF) conforme ai metodi indicati dalla Commissione Europea per misurare le prestazioni ambientali dei prodotti e l'esistenza di un sistema di tracciabilità.
Il progetto MU Tendenze Sostenibilità di Milano Unica è un invito – e una sfida - ai creativi a esplorare soluzioni e materiali nuovi e più sostenibili senza rinunciare a qualità, bellezza, stile e originalità.
Le tendenze e la sostenibilità a Milano Unica in cifre
In questa edizione sono stati ammessi alla sezione MU Tendenze Sostenibilità, sulla base dei criteri stabiliti dalla Commissione Tecnica di Milano Unica 2.878 campioni di 345 espositori.
I campioni e gli espositori per caratteristiche di sostenibilità dichiarate
Si tratta ormai di numeri ormai stabilmente molto elevati, che confermano il forte interesse delle aziende e la bontà dell’intuizione che ha portato alla creazione del progetto.
I principi della sicurezza delle sostanze chimiche utilizzate nella filiera e quelli della circolarità sono ormai incorporati in gran parte dei campioni presentati.
L’83% dei campioni ammessi è realizzato mediante processi conformi alle principali certificazioni, standard o protocolli in materia di assenza di sostanze chimiche dannose per l’uomo e l’ambiente. A questi campioni è stata attribuita l’etichetta “Chemical Safety”.
Ancora più elevata, l’85%, in questa edizione è stata la quota dei campioni per la cui produzione sono stati adottati principi dell’economia circolare, quali ad esempio il riciclo delle acque di processo, l’uso di materiali provenienti da riciclo, il riciclo dei propri scarti di produzione. A questi prodotti è stata attribuita l’etichetta “Circular Economy”.
Le certificazioni che prevedono obbligatoriamente audit riguardanti il rispetto delle convenzioni internazionali sui diritti dei lavoratori e i diritti umani lungo la filiera, nelle produzioni manifatturiere o nella produzione delle materie prime in agricoltura hanno avuto un importante riscontro e hanno coinvolto l’80% degli espositori che hanno partecipato al progetto e il 62% dei campioni. A questi è stata attribuita l’etichetta “Social Justice”.
Oltre la metà, il 59%, degli espositori che hanno partecipato al progetto MU Tendenze Sostenibilità ha presentato campioni che, per le loro caratteristiche, hanno una ridotta emissione di gas a effetto serra (GHG) e quindi contribuiscono a combattere il fenomeno dei cambiamenti climatici. Le minori emissioni di questi campioni derivano dall’uso di materiali che sostituiscono fibre che originano da fonti fossili, o sono di produzione europea, quindi, se utilizzate da produttori tessili europei, riducono le emissioni per il trasporto; oppure ancora derivano dall’uso di energia rinnovabile nella produzione, o sono prodotti da aziende con piani di compensazione delle emissioni di CO2. A questi campioni è stata attribuita l’etichetta “Climate Action”.
Un tema emergente nelle strategie dei maggiori marchi della moda è quello della conservazione della biodiversità e, nei casi più avanzati, del suo ripristino e miglioramento, con metodi dell’agricoltura rigenerativa e dell’attenzione al benessere degli animali da cui vengono raccolte le fibre. I campioni in linea con questa visione sono il 34%, presentati dal 61% degli espositori che hanno partecipato al progetto MU Tendenze Sostenibilità, ad essi è stata attribuita l’etichetta “Biodiversity Conservation”.
Per quanto riguarda le caratteristiche di sostenibilità dell’organizzazione d’impresa, sono 94 gli espositori che hanno un sistema di gestione aziendale della sostenibilità certificato.
Standard, protocolli e certificazioni
Certificazioni, standard e protocolli di sostenibilità sono stati analizzati relativamente a due ambiti di applicazione: quello del prodotto, attribuiti al singolo campione, e quello relativo all’intera attività dell’azienda.
Gli standard ed etichette di prodotto (grafico 3) più presenti tra quelli relativi ai campioni riguardano la sicurezza chimica e il riciclo. Il 42% è certificato Oeko-Tex Standard 100 e il 24% è certificato GRS (Global Recycled Standard); sempre in materia di riciclo, un altro 2% dei campioni è certificato dall’etichetta RCS (Recycled Claim Standard). I campioni con certificazione di provenienza dei materiali da agricoltura biologica sono il14% per il GOTS (Global Organic Textile Standard) a cui si aggiunge il 3% dell’OCS (Organic Content Standard). Seguono con percentuali inferiori al 10% le certificazioni FSC (Forest Stewardhip Standard), RWS (Responsible Wool Standard), BCI (Better Cotton Initiative) e altre con presenze inferiori al’1%.
É opportuno ricordare che molte delle certificazioni citate hanno adottato un approccio multicriterio negli ultimi anni, aggiungendo all’ambito principale – come chimica, riciclo, biologico, gestione delle foreste, ecc. - anche requisiti più ampi, come il rispetto dei diritti dei lavoratori e l’assenza di sostanze pericolose.
Gli standard ed etichette relativi all’intera azienda più utilizzati dai 345 espositori che hanno presentato campioni per l’area MU Tendenze Sostenibilità sono visualizzati nel grafico 4. Al primo posto, anche in questa edizione è la conformità al protocollo ZDHC dichiarata dal 22% degli espositori, seguita dalla ISO 14001 (il 15%), da Oeko-Tex STeP (11%) e dalle linee guida sulla chimica di Camera della Moda/SMI, adottate dal 10%. Tra il 5% e il 10% si trovano il protocollo 4sustainability e SA800, infine, con quote minori ISO 50001, ISO 45001, Tessile & Salute, For Textile, TF Traceability&Fashion, B Corp e EMAS.