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OTT
2017

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Le Tendenze Primavera/Estate 2019

Ecologia e Moda: il binomio è di grande attualità.

 

Non si tratta di un trasporto passeggero per le tematiche ambientaliste ma di un’urgenza che richiede impegno e dedizione da parte di tutti. Soprattutto della moda che con il suo linguaggio influenza non solo l’estetica ma anche gli stili di vita e i modi di pensare.

 

Da qui è nato “Milano Unica: Save the Planet” uno slogan green che preannuncia un manifesto programmatico di sensibilizzazione verso i grandi temi legati all’ambiente. Quasi un annuncio visionario che richiama l’attenzione sui cardini fondamentali della vita: l’Acqua, l’Aria e la Terra.

 

Acqua, Aria e Terra sono infatti i temi delle tendenze per la Primavera-Estate 2019. Da questi tre elementi ci siamo fatti ispirare, partendo da quello che scrittori classici, studiosi, ricercatori scientifici hanno elaborato fino ad arrivare all’invenzione di tre racconti di pura fantasia, ciascuno dei quali ha come protagonista un personaggio noto.

 

«Per le tendenze Primavera-Estate 2019 abbiamo creduto alla necessità di inventare tre “short stories” legate sia ai temi sia a figure iconiche con un forte legame con l’Acqua, l’Aria e la Terra. Lo scopo di dare una visione del futuro come sintesi di tradizione, rispetto per la natura e fiducia nella tecnologia che migliora la qualità della vita» afferma il direttore creativo Stefano Fadda.

 

Per questa edizione, quindi, sono stati accostati gli elementi Acqua, Aria, e Terra a tre tipologie di personaggi: il grande oceanografo francese Jacques Cousteau che ha portato avanti, in tempi non sospetti, battaglie ecologiste per il rispetto della flora e della fauna marina; il ballerino russo Rudolf Nureyev con la sua danza aerea, leggera e poetica nello spazio boreale e infine i Masai, un popolo nomade, orgoglioso delle proprie tradizioni ma soprattutto legato indissolubilmente alla terra, madre e origine di ogni civiltà.  
 
Sono nati così tre racconti: "Jacques Cousteau e il mistero di Atlantide", "Nureyev e i balletti nello spazio boreale" e "I Masai e la vittoria a Zabriskie Point” ai quali corrispondono altrettanti temi: Il Neoclassicismo Organico Subacqueo, L’Iperfuturismo Cyber Glam e infine Il Minimalismo e Purismo Tribale.

 

Il tema dell’Acqua quindi attraverso la fantasiosa riscoperta della mitica città di Atlantide da parte di Cousteau ci introduce alle meraviglie umane della civiltà ellenica e a quelle naturali dei fondali marini. La natura sommersa rivela tutti gli elementi del mondo della nautica, dalle vele impermeabili alle cime e corde, agli argani, ai tralicci e ai timoni in legno e titanio, fino a tutte le invenzioni legate al mondo subacqueo, come le mute, gli scafandri da palombaro e  i materiali high-tech in continua evoluzione.

 

Per quanto riguarda l’Aria, le piroette di Nureyev ci portano nello spazio dove la sua tuta ipertecnologica e glam è una reinterpretazione dei costumi performanti della danza in chiave rock futurista mentre i materiali rimandano ad un immaginario di leggerezze impalpabili, tulle stratificati, rasi variopinti da colori cangianti, micro applicazioni luminose e dettagli dalle rifrangenze lunari.

 

A riflettere sulla Terra ci conduce il popolo dei Masai, qui in veste di giocatori di cricket, sport appreso durante la colonizzazione britannica. La gara è a Zabriskie Point, quel deserto del Nevada che il regista Michelangelo Antonioni ha fatto conoscere come luogo della libertà e dell’amore. La visione qui è purista e suggerisce un nuovo minimalismo nei materiali come cotoni e lane, sete e lini, in versione “vergine”, cioè organici, selvaggi se pure morbidi e leggeri.

La grafica tribale viene appiattita sia nei colori che nelle forme più lineari e primarie. I decori diventano anch’essi linee continue nelle tonalità più scure ma sempre tono su tono o nere.

 

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